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Dulimano I: le origini

di lucasans (06/02/2008 - 13:08)

C’era una volta, tanto tempo fa, un potente Sultano che dominava su un impero di enormi proporzioni: il suo nome era Dulimano I.

Il Sultano era un uomo squisitamente elegante, ricchissimo, intelligente, albino, abile nell’arte della guerra e di grande umanità, tuttavia un miserabile, insignificante difetto estetico lo rendeva infelice: era brutto come una quaglia encefalitica. Il suo vero nome, infatti, era Bambascione  Palleandro, ma sin dall’età adolescenziale, visto che nessuna lo voleva, tutti cominciarono a chiamarlo prima Solimano, poi, dato che usava entrambe le mani…Dulimano.

Le donne lo detestavano come un brufolo sul culo. Anche la madre stessa lo trovava ripugnante: appena neonato gli aveva sostituito, speranzosa, la mammella per allattarlo con la cannola del gas, ma senza risultati soddisfacenti, a causa probabilmente del fatto di aver scambiato la boccuccia del bimbo con il buco del culo di un soldato della Tracia, morto poco dopo in circostanze misteriose.

Il suo aspetto peggiorava con gli anni: a tre anni un alligatore lo inghiottì, sputandolo subito dopo con la scusa che era allergico ai formaggi molli, a dieci fu eletto “ Mister Ghiandola sottocutanea 340 a.c”, mentre a vent’anni le allodole vomitavano purè di fringuelli al suo passaggio.

Era strano come una sogliola, magro come una sogliola, alto come una sogliola , viscido ed unto come una ranocchia il cui pedigree attestava avesse antenati accoppiatisi con una sogliola. Aveva il cranio pelato, con pochissimi capelli lunghi lunghi avvolti in un gomitolo di lacerto verminoso che emanava tanfo di pitecantropo ucciso da uno zombie; le labbra erano tumefatte dall’insana abitudine di succhiare via i lombrichi dalle cime di rapa e le cime di rapa dai lombrichi, e i pochi denti, color giallo piscio-di-daino gravido, emanavano un fetore tale che, se ti trovavi in un qualunque punto del suo castello, dove stavi stavi pareva ‘e stà int’ò cess’.

Solo una femmina lo amava: la fedele Janira, figlia di Engulu e Cotogna, di reale appartenenza da secoli.  La piccola bertuccia del reame inizialmente sembrava affascinata dall’essenza di bottarga rancida emanata dalle ascelle del Sultano, ascelle che egli amava condire con olii odorosi e aceto balsamico per esaltarne il retrogusto di alitosi equina. Il loro matrimonio, festeggiato in tutto il paese come il simbolo della vittoria del Bene su ciò che è ovvio e naturale, terminò, purtroppo, prematuramente; Janira dopo sole due notti lo rifiutò, adducendo la banale scusa che epidermicamente non si sentiva attratta da lui.

Tutti però capirono che il vero motivo consisteva nel suicidio del suo ex amante, il macaco Torvald, mortalmente lanciatosi da un carrello del supermercato in corsa dopo aver visto i prezzi dei sottaceti in seguito all’ingresso del Paese nell’Ue…

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Frattaglie??

di starful (18/06/2006 - 17:12)

Salve a tutti!

Vi chiederete, forse, cosa è mai Frattaglie, e perchè ha questo nome...o magari non ve lo chiedete e non ve ne frega neppure niente... Beh, Frattaglie è un Blog/Magazine demenziale. Qui troverete periodicamente articoli di vario genere, sempre pervasi da un umorismo variegato, dissacrante ma mai volgare. Si chiama così perchè si può definirsi come una sorta di grosso calderone in cui ci si può trovare di tutto...qualsiasi genere di - ehm - pezzo di..."organo"...insomma...avete capito.


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